Amici dell'arte e dei bravi artisti eccomi a voi con una nuova opera davanti a me e come sempre la vado a guardare, prima lo faccio distrattamente perché è importante il primo impatto, sbaamm! Bòna la prima, mi becco in faccia le prime forme e i colori che a colpo d'occhio mi stuzzicano e mi attizzano la fantasia, la prima botta cromatica è quella che cerco, inizialmente non mi preoccupo del linguaggio e del suo messaggio ma è il colore e tutta la forma che deve eccitarmi l'interesse, Vanny Peppers dice che devo farla breve e presentare l'autore, bene lo accontento e vi presento il pittore, trattasi di un giovanissimo artista, che giovanissimo assai viene da Ravenna e ha nelle mani, con il pennello tra le dita il potere elettrizzante di realizzare arte, è calmo, metodico, concentrato, appassionato, umile e per nulla sfrontato, sa che la strada è lunga, Dio protegga gli artisti come lui che non cercano scorciatoie tecniche, digitali o artificiali, come un vero artigiano si sporca le mani quindi a testa bassa lavorando sodo fa brillare il suo talento per affermare uno stile personale, appuntatevi il suo nome è Matteo Mingolini in arte Mingo. Vanny Peppers dice che dovrei presentare anche il protagonista della tela, amici dell'arte il mio amico è un rompiscatole e non posso dirgli di no, anzi vi anticipo che a breve lo farò pure parlare, ok il primattore sulla tela è Ivan Cattaneo e il pittore ha voluto omaggiarlo rappresentandolo con tocchi sicuri e decisi di grande classe, il musicista è da sempre un visionario, una eclettica star della musica che non è mai montato su un piedistallo e ha macinato kilometri di note con uno stratosferico entusiasmo alla ricerca della sperimentazione perfetta, ironico, mica melodico, rock, anche blues, si diverte con lo ska, realizza videoclip e con la pittura si trasforma in un artista dove la materia prende voce e ritmo, ora sulla tela il pittore Ravennate lo ha posto su una base di tessuto damascata vagamente rococò, ma che bel viola ha scelto per il supporto dove il cantante appare elegante ed affascinate guarda noi osservatori come a dire "io sono qua, vi va' di ballare?" e allora lo spazio espressivo diventa il palcoscenico dove l'artista ha inserito spunti grafici dolcemente infantili, c'è naturalezza e voglia di leggerezza quindi due scritte laterali fanno da cornice alla star rendendo omaggio al suo mantra e alla sua carriera, "Polisex" ha fatto la storia, "Essere liberi" alzi la mano chi non ne riconosce l'importanza e in finale Mingo il giovane artista firma e ferma l'opera con un dripping delicato, Matteo ha terminato il quadro soddisfatto, l'opera è equilibrata, l'immagine magnetica del cantante ti attrae seducente, wow! Vorrei dire che all'Ivan pittato ad arte gli manca la parola ma per questo potete sempre ascoltare un suo disco, anzi se volete vederlo live fate un salto a Rolo (RE) il 25 Ottobre 2026, la brava curatrice Maria Daolio porterà in piazza musica e pittura e dove c'è arte c'è bellezza. Ora solo un minuto che Vanny Peppers vuole fare qualche domanda al giovane artista.
D: Vado subito al tecnico, ti trovi davanti alla tela vuota e ti accingi ad andare a dipingere, i tuoi primi pensieri quali sono?
R:: Cerco di visualizzare prima l'immagine con la mente (soggetto, colori e composizione) , è un processo che spesso viene immediato ma altrettante volte richiede tempo. Una volta soddisfatto delle idee si passa alla pratica, in cui unisco quello che già avevo in testa con un po' 'di sano freestyle dato da quelli che sono gli impulsi e gli imprevisti che la pittura può dare.
D: La tua contromossa alle prime porte sbattute in faccia
R: Nonostante la giovane età sono uno a cui piace lanciarsi, proporsi, come in questo caso con il ritratto di Ivan Cattaneo. Questo mio modo intrepido mi ha già portato a ricevere delle porte chiuse, dei No! ma ho sempre risposto col sorriso, prendendo tutto come una opportunità per analizzarmi e poi spingermi oltre quelli che erano e sono i miei limiti, crescendo da un punto di vista umano oltre che artistico.
D: Come nasce il tuo nome d'arte "Mingo" ?
R: Sono stati i miei amici a darmelo, quelli con cui sto ogni giorno e che mi conoscono da una vita. Quando eravamo piccoli, nel darci soprannomi l'uno con l'altro mi hanno chiamato così, Mingo (ovviamente dal cognome Mingolini), mi è sempre piaciuto, suona bene e quando mi sono trovato davanti alla scelta di mettere una firma, un nome che mi rappresentasse, mi è venuto spontaneo mettere quello.
D: Ti vedo come un giovane eroe dell'arte, quale è il tuo cavallo di battaglia? Intendo dire quale genere o tipologia d'arte ti rappresenta?
R: Direi che il mio cavallo di battaglia è sicuramente la pittura figurativa. Mi sono sempre sentito attratto da un’arte che abbia un riscontro abbastanza immediato, che riesca a comunicare qualcosa già al primo sguardo. Questo non significa che non mi interessi il concetto o che voglia fare un’arte semplicemente “facile” da capire. Anzi, mi interessa proprio partire da qualcosa di riconoscibile per poi poterci costruire sopra un significato personale. Nel mio caso, infatti, tendo a raffigurare soprattutto persone, situazioni quotidiane, immagini prese dalla strada e dalla vita contemporanea. Mi interessa quello che vedo intorno a me, perché penso che anche una scena apparentemente banale possa diventare interessante se viene osservata e reinterpretata attraverso la pittura. Allo stesso tempo mi piace contaminare questo mondo con riferimenti che vengono dalla storia dell’arte, dalla musica e dalla cultura contemporanea. Quindi parto spesso da qualcosa di molto concreto e riconoscibile, ma poi cerco di trasformarlo, modificarlo e farlo diventare qualcosa di mio. In fondo credo che sia proprio questo il tipo di artista che sto cercando di diventare: qualcuno che utilizza il figurativo come punto di partenza, mantenendo un contatto diretto con la realtà, ma senza limitarsi a rappresentarla così com’è.
D: Te lo chiede Vanny Peppers...la tua morosa è un'artista?
R: No, lei non è un’artista, però spesso cerco di farla diventare un' opera arte. Quando mi viene in mente un’idea, può capitare che io pensi a lei come a una figura particolarmente adatta a rappresentarla. Un po’ come fa un regista quando ha in mente una scena o un personaggio e individua l’attore che, secondo lui, è quello giusto per dare vita a quella determinata idea. Io faccio qualcosa di simile con lei: quando penso che la sua presenza, il suo volto, il suo modo di stare o semplicemente la sua persona siano funzionali a quello che voglio raccontare, la coinvolgo e la utilizzo come modella.
D: Hai bisogno di un consiglio da parte di un artista più esperto, cosa gli chiedi?
R: Farei la stessa domanda che mi è capitato di fare a Matt Connors, in occasione di una conferenza tenuta da lui all'accademia di Bologna: “ Come fa un giovane artista come me a diventare unico e riconoscibile in un mondo in cui ormai siamo bombardati quotidianamente da immagini e in cui si sta facendo passare qualsiasi cosa per arte?”. La risposta che mi ha dato l'artista in questione preferirei tenerla per me.
D: Pasta corta o lunga? Al sugo o in bianco?
R: Pasta corta e al sugo, assolutamente!
D: Che progetti hai per il futuro?
R: Per il futuro direi sicuramente continuare a crescere e migliorare, sia artisticamente che personalmente. Mi piacerebbe sperimentare sempre di più, fare nuove esperienze e soprattutto viaggiare, perché penso che vedere posti nuovi, conoscere persone e confrontarsi con realtà diverse possa influenzare molto anche il modo di fare arte. Poi, ovviamente, tra i grandi progetti c’è anche quello di finire gli studi, che non sarebbe proprio male! Non ho ancora un’idea precisa di dove voglio arrivare, e forse preferisco non averla. Mi piacerebbe continuare a scoprire strada facendo cosa voglio fare, cercando di cogliere le occasioni che mi si presenteranno e, soprattutto, senza smettere di fare arte.
D: Fa un complimento a Maria Daolio e uno a Vanny Peppers
R: A Maria Daolio non basta un grazie. È una persona che ha saputo darmi fiducia e, soprattutto, l’opportunità di vivere esperienze che per un giovane artista sono davvero preziose. Il fatto di poter realizzare un ritratto dedicato a Ivan Cattaneo e di poter raccontare il mio lavoro attraverso questa intervista sono occasioni che non darei mai per scontate. Credo che una delle qualità più belle di Maria sia proprio quella di saper vedere e valorizzare le possibilità che ci sono dietro un giovane artista, dandogli lo spazio, la fiducia e i mezzi necessari per esprimersi. A Vanny Peppers, invece, faccio i complimenti per il modo in cui insieme a te è riuscito a raccontare questa esperienza e a dare spazio alla mia persona e al mio lavoro. Non è così scontato riuscire a raccontare un artista senza fermarsi solamente a ciò che fa, ma cercando di far emergere anche la persona, le idee e il percorso che ci sono dietro. E penso che questo sia proprio il valore del tuo articolo e Vanny Peppers è sicuramente un tuo compagno di viaggio eccezionale.
Amici dell'Arte un caro saluto colorato per tutti, ringraziamo l'artista Matteo Mingolini in arte Mingo, abbracciamo Maria Daolio e Ivan Cattaneo per aver fatto parte di questa baraonda, ci rivediamo il 25 Ottobre 2026 in piazza a Rolo (RE) W l'arte e abbasso la negatività!
Walter Festuccia
Quest'articolo è stato scritto dall'autore senza l'utilizzo di una intelligenza artificiale



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