venerdì 24 aprile 2026

 




GO TO MARS

Bisogna ammetterlo che siamo troppo presi a guardare in giù che di rado guardiamo in su, naturalmente siamo troppo con i piedi a terra e poco con gli occhi a rimirar le stelle, anche perché soprattutto nelle grandi città con l'inquinamento al top le stelle fanno flop e non riusciamo vederle nella loro ampiezza e bellezza eppure c'era una ragazza che amava l'universo, provava un fascino e un interesse straordinario per tutto quello che circondava il nostro pianeta e si sa che i limiti della galassia sono senza confini, beh! Sì finché non si saprà di più ignoriamo quello che troveremo sopra il nostro naso, ma ritorniamo alla nostra ragazza, Eliana Argentieri detta per gli amici Violetta perché, anche se il suo cognome aveva a che fare con l'argento è lapalissiano che gli piacesse il colore viola e la bella che aveva per attirare il nostro interesse? A parte che gli piaceva da pazzi l'opera dell'Adriano Valerio "Go to Mars"  la Violetta si metteva quasi tutte le sere in balcone seduta su un dondolo e mentre dondolava con un telescopio che gli aveva regalato per Natale il nonno Augusto guardava di notte le stelle e cercava di vedere Marte sognando un giorno di metterci il piede, voi direte perché Marte e non più facilmente la luna? Ma è ovvio, a lei piaceva distaccarsi dalla massa, la luna si sa è straordinariamente bella ma è anche troppo ammirata e invece Marte tutti sanno che prima o poi gli astronauti sopra vi atterreranno e a lei non restava che guardare e dondolare sognando l'impresa, una volta aveva pure dimenticato di fare i compiti di Inglese e al giorno dopo alla prof per giustificarsi disse che aveva scritto una poesia in Inglese dedicata al pianeta rosso che in Italiano faceva più o meno così " Sei rosso e assai bello sei, stai lassù e prima o poi ti toccherò, mi piace il viola ma se da me bene ti farai vedere cambierò per te le mie preferenze, sei rosso e assai bello sei, voglio sognare fatti vedere tutto rosso, non essere insistente e del resto non me ne importa gnente" La poesia non piacque alla prof ma chiuse un occhio e sorvolò. Poi una sera a Violetta accadde l'imponderabile, come sempre mentre dondolava sul dondolo con il telescopio in mano, davanti gli occhi gli apparse come un lampo una saetta, strabuzzò gli occhi e poi la saetta gli ripassò davanti, una, due, tre volte finché si fermò e Violetta che vide? Per la sorpresa gli cadde sui piedi il telescopio davanti a lei aveva un aeroplano gigante di carta, lo avete presente? Ma sì quello che facevate con i fogli del quaderno, insomma ora la ragazza aveva di fronte a sé un impossibile aereo di carta, ascoltatemi bene lettori che quel coso perfino parlava come un vero aereo di carta parlante, cosa diceva? "Violetta salta su che ti porto su Marte!" lo disse più volte anche con voce roboante, finché non si incazzò di brutto, "Oh! Ma ti decidi? Dai salta su che altrimenti finisco la fantasia nel serbatoio!" e così Violetta fece un salto in sella all'aereo di carta e con un flash partirono a razzo verso il cosmo, perbacco che viaggio straordinario e così la ragazza che sognava il pianeta rosso si ritrovò nel bel mezzo di un universo di colori, quelli dell'artista che aveva dipinto in "Go to Mars" e  Violetta li toccò con mano, provò dolcezza e simpatia, piacere e armonia, che viaggio! Oltre il rosso li vide tutti  e fu così meraviglioso ma sul più bello! Azz! ho dimenticato di fare i compiti di Italiano! E vabbè alla prof gli racconterò i colori che ho visto dell' artista e tanto basta, sono sicura che anche lei rimarrà contagiata dalla potenza dell'arte e così Eliana Argentieri detta Violetta ritornò sul nostro pianeta con un sogno in mano tanto bello e colorato.

Amici lettori ritroveremo a breve questa bella opera in esposizione a Parigi, non perdiamoci di vista non avete forse bisogno di tanto colore in una esistenza, ammettetelo così spenta? Seguite l'artista Adriano Valerio Deandreis e la sua Arte, Armonia e Bellezza sarà assicurata.





  GO TO MARS Bisogna ammetterlo che siamo troppo presi a guardare in giù che di rado guardiamo in su, naturalmente siamo troppo con i piedi ...